Gli obiettivi

L'idea di organizzare la prima Giornata Nazionale della Previdenza trae origine da una serie di "analisi sul campo" svolte da Istituti di ricerca e demoscopici dalle quali si evince che gli studenti e i giovani lavoratori sanno poco del funzionamento del sistema previdenziale italiano e non hanno strumenti per programmare il proprio futuro.

L'obiettivo è di sensibilizzare in particolare le giovani generazioni e in generale tutti i lavoratori individuali e dipendenti sulla necessità di progettare il proprio futuro pensionistico e previdenziale; obiettivo che non può prescindere dall’acquisizione della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, quale valore fondamentale nel mondo del lavoro, da parte dei giovani nel ruolo che già oggi esprimono o esprimeranno domani di lavoratori, imprenditori, artigiani o liberi professionisti.

Una "alfabetizzazione" in queste materie appare quindi indifferibile per il nostro Paese.

I neolaureati e i giovani lavoratori quanto sanno di questi temi? Sono consapevoli del fatto che devono pensare al proprio futuro? Sanno cos'è una pensione, come ci si iscrive al sistema complementare e come si costruisce il proprio piano previdenziale?

  • l'Italia, come molti altri Paesi, adotta il sistema pensionistico "a ripartizione" fondato su un forte patto intergenerazionale: i lavoratori di oggi con i loro contributi pagano le pensioni dei loro padri e nonni;
  • purtroppo i versamenti dei contributi previdenziali appena possibile vengono omessi in quanto manca una cultura previdenziale all'interno di una sana educazione civica; il 25% dei contribuenti non versa i contributi e un ulteriore 50% arriva a mala pena a versare tra i 3.000 e i 6.000 €; quale pensione si potrà avere con questi contributi?
  • le nuove generazioni però non avranno più la pensione generosa dei loro papà (calcolata sulla base delle ultime retribuzioni - metodo retributivo) ma la loro prestazione finale dipenderà da quanti contributi e per quanti anni li avranno pagati e, novità, dalla speranza media di vita al momento del pensionamento;
  • le nuove generazioni non avranno più la pensione integrata dallo Stato; l'integrazione al minimo tanto utilizzata in Italia, per loro non ci sarà più e quando lo sapranno sarà troppo tardi! E se avranno versato in maniera insufficiente dovranno lavorare anche da "vecchi" come accade nei Paesi con welfare state
    "leggero";
  • le nuove generazioni hanno però la possibilità di integrare la loro pensione con il "risparmio
    previdenziale" - la previdenza complementare e i fondi pensione.